Lady D. principessa di stile

Lady D. principessa di stile

Diana è stata, certamente , un’icona del suo tempo a tutti gli effetti, anche per quanto riguarda lo stile, ha portato una vera “rivoluzione” nel rigido ambiente di corte e non solo: dai look monocolore alle mise sportive, la Principessa di Galles ha saputo costruire nel corso degli anni un’immagine fortemente identitaria e personale.

Conosciuta per la sua spiccata umanità – è stata bambinaia a Londra per diversi anni prima di lavorare nell’asilo nido Young England -, per il suo carisma timido e, ahimé, per la tragica fine, ha lasciato un forte segno nella storia , nel popolo inglese e nell’ambito del costume e della moda.

Lady D ha dettato tendenze.  Prima con designer inglesi, poi con griffe haute couture, riuscendo a diventare una vera icona di stile.

Il suo amore per la moda, cresciuto negli anni, ha contrassegnato le diverse fasi della sua vita. Dall’adolescenza fino a quand’era assistente presso la scuola Young England di Knightsbridge, il suo stile è stato casual e informale poi, dopo il fidanzamento con Carlo ed i primi anni di matrimonio, è divenuto più classico, tradizionale e british (come stabilito dai dettami di corte).

Diana, ancora timida, schiva ed impacciata, affidava il suo guardaroba agli stilisti britannici più in voga dell’epoca, indossando capi floreali, alla marinara, in tweed, camicie a collo alto, scarpe basse, completi e accessori monocolore con poco trucco sul viso; ma con il passare del tempo, iniziò a farsi notare sempre più per il suo fascino, soprattutto alle cerimonie ufficiali, in abiti haute couture (sovente nei suoi adorati monospalla).

Memorabile mentre ballava con John Travolta alla Casa Bianca in uno splendido Edelstein blu; sulla croisette di Cannes (‘87) in evening-dress azzurro di seta e chiffon e ancora ad Hong Kong (‘89) con il celebre The Elvis Dress .

 

 

Ammaliava tutti, anche quando si recava in visita ufficiale nei paesi stranieri ed adottava la sua personale diplomazia della moda, vestendo Chanel a Parigi, Escada in Germania, Yuki in Giappone…

Intanto il matrimonio con Carlo iniziava ad accusare i primi problemi e così, nel ’92, venne annunciata la separazione fino al divorzio nel ‘96. È proprio questo il periodo in cui arrivò la vera svolta glamour di Lady D che divenne sempre più sofisticata. Più attenta alla linea (sovente veniva fotografata in tuta o in micro-short appena uscita dalla palestra), sperimentò nuovi tagli di capelli, abiti più corti con spalle scoperte, scarpe più alte ecc…

 

 

Era sempre più incantevole, soprattutto durante gli ultimi anni della sua vita. La sua classe e la sua eleganza emergevano sempre: sia che apparisse in versione pratica (spesso in jeans Armani e camicia Calvin Klein) in missione nelle campagne anti-Aids e contro le mine anti-uomo, sia in semplice tailleur bianco accanto a Madre Teresa di Calcutta, sia in versione sexy per gli scatti di Mario Testino e di Patrick Demarchelier.

 

 

Questo significava essere Diana: to be always in fashion!

Liberamente tratto da Vogue.it di Erica di Santo

Foto dal web

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