Storie di regine e caftani

Storie di regine e caftani

Finalmente l’estate è arrivata! Sai qual è il capo d’abbigliamento che devi assolutamente avere nel tuo guardaroba? Ma il caftano, naturalmente!  E non solo nella versione più sbarazzina e marittima come copricostume, ma anche per le tue serate più chic.

Il fascino di questo capo si perde nella notte dei tempi e come in una tra le più belle fiabe di Le Mille e Una Notte, ha la magia di esaltare, per la sua forma, la sua leggerezza e i suoi colori, la bellezza che appartiene a ciascuna di noi!

 

It’s the caftan, of course!
Not only in the most jaunty and maritime version as beachrobe, but also for your most chic evenings.
The charm of this garment goes back to time immemorable and as in one of the most beautiful fairy tales of the famous “Arabian Nights“, due to its shape, its lightness and its colors, has the magic to enhance the beauty that belongs to each of us!

Il caftano è infatti un capo di abbigliamento unico nel suo genere, dalle origini antichissime, che risalgono alla lontana Persia e che arrivano ai giorni nostri raccontandoci un’affascinante storia, fatta di conquiste, di imperi e di sultani!

Dapprima in uso nei paesi musulmani e per qualche secolo anche in alcuni paesi dell’Europa orientale come Polonia e Russia, nasce come veste maschile, lunga fin quasi ai piedi, aperta sul davanti, con maniche molto lunghe, di stoffa colorata, spesso a righe.

I primi caftani erano abbastanza semplici, poi i disegni, i tessuti e le stampe diventarono sempre più complessi nel corso del tempo e, negli anni dell’ Impero Ottomano, raggiunsero  il loro apice per magnificenza. Il Palazzo Topkapi ad Istanbul, mostra una vasta collezione di caftani bellissimi indossati dai sultani del passato. Furono i conquistatori arabi che diffusero l’uso di questo abbigliamento dall’Oriente all’Andalusia, fino al Maghreb.

Alcune leggende narrano che il caftano sia diventato un abito per donne per merito di un musicista molto affascinante. Questo personaggio storico iraniano realmente esistito e che risale all’Ottocento, oltre ad essere un eccellente compositore musicale, era anche un raffinato poeta ed esperto gastronomo.

 

Photo from web

Si racconta che Ziryāb (merlo), così soprannominato probabilmente in ragione del suo incarnato, fosse anche  un uomo attento alla sua cura ed igiene personale, e che adorasse fare colpo sul suo pubblico anche attraverso un’attenta scelta dei suoi abiti.  Sembra, che le donne arabe, colpite dallo stile di questo cantante, iniziarono ad imitarlo e ad adottare il caftano come un vestito elegante adatto anche alle forme femminili.

Patrimonio, nel XVIII secolo, delle donne più facoltose del Marocco, il kaftan (o caftano) è oggi il simbolo della cultura femminile marocchina, l’elemento che rivela lo stato sociale di chi li indossa.

Molto spesso le donne marocchine comprano la stoffa e poi lo fanno confezionare su misura da un sarto, per far si che vada loro a pennello. Il taglio di questi abiti è quasi sempre lo stesso, ma le varianti sono infinite: può essere di una semplicità estrema e in questa versione utilizzato quotidianamente in casa, oppure quanto mai sontuoso, fatto di tessuti pregiati come broccato e seta, ricamato con fili d’oro e argento, ornato da gioielli ed utilizzato soprattutto nelle cerimonie e nelle feste di matrimonio abbinato a cinture speciali. Spesso sono cinture d’oro, molto pregiate, ma ci sono anche cinture più semplici e meno costose in modo che le donne possano vestirsi secondo le loro possibilità economiche.

Quando indossiamo un caftano, non dimentichiamo, quindi, che diventiamo interpreti di una bellezza e di una cultura esotica, che dona a tutte noi fascino ed eleganza.

Photo from web

Un caftano, ci offre la possibilità di vestire un look impeccabile, da portare con regale semplicità in ogni momento della nostra giornata, e di sentirci oltre che donne attraenti anche regine di noi stesse.

Cover – ca. 1967, Udaipur, India – Model Simone D’Aillencourt posed inside the Lake Palace in Udaipur, in a swirled flame-print poncho and jewel-cuffed pants by Emilio Pucci. — Image by � Cond� Nast Archive/Corbis

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