Vestirsi come una bambola!

Vestirsi come una bambola!

Tokio, appena  scesa dalla metropolitana, ho visto un  negozio che  mi ha subito attratto e sono entrata; carrozzine e abitini per bimbi…  vestitini divertenti, colorati, molto caratterizzati: per le femmine il tulle, il colore rosa, i gioielli attaccati al vestitino che lo rendevano particolare e prezioso; per i maschietti jeans, gilet, cravattini piccoli piccoli. Nella zona gioielli poi braccialettini e orecchini vari e che dire dell’angolo delle carrozzine tutte griffate!?  La carrozzina di Louis Vuitton con la borsa in abbinamento!? Non li avevo ancora mai visti! Che novità! Bellissime davvero,… ma perché queste carrozzine sono così basse? e così piccole e senza nessuna imbottitura, ne regolazione per l’inclinazione?  Alzo gli occhi e vedo i manichini…ero entrata in un negozio per cani!!

Esco velocemente con due diversi sensazioni: divertita e allarmata, confusa fra il mondo reale  e il mondo fantastico e con queste sensazioni mi avvio verso il quartiere Harajuku, meta della giornata ; giunta sul posto  tutte queste emozioni prendono forma e si concretizzano ; variopinte ragazzine con zaini di peluche a forma di animaletti, vestite da damine dell’800 o da bambola o da bimba spaziale dell’ultimo fumetto Manga, coppiette identiche lui- lei vestiti uguali, amiche con lo stesso look e lo stesso colore di capelli.

Harajuku girls
Harajuku girls

L’età media qui è molto bassa, sono tutti adolescenti, il colore dei loro capelli  vanno dal verde al rosa, dal viola al rosso dal rosa al blu. I negozi offrono loro ogni accessorio, ogni suggerimento adatto a questi look, borchie o cuoricini;  ogni negozietto è pieno di  centinaia di queste stravaganti  offerte. Le unghie finte delle ragazzine, hanno disegni pop o pupazzetti  che espongono sulle mani come fosse un campionario per ogni dito, un tipo diverso di disegno e colore.

Harajuku girls Harajuku girl Tokyo by Sabdesign

Questo fantasmagorico mondo  fatto di realtà e finzione non è estraneo allo spirito nipponico; in Giappone convive tenacemente  un’altra contrapposizione: l’antico e  il rispetto delle tradizioni con  il moderno che spinge verso il  futuro. Nonostante il Giappone ci abbia abituato a queste stranezze, riesce a stupirci ancora  con un’ultima novità: LULU’ la bambola vivente.

I fans di moda stanno impazzendo per questa donna bambola .

Tratti delicati, viso di porcellana, ciglia lunghe, occhi tristi, capelli neri e vestiti curati. Giunture di una bambola sul corpo di donna. Il confine tra realtà e finzione non è mai stato così labile. ..…Ma Lulù non è un robot: è una persona completamente ricoperta dalle fattezze di una bambola. È una maschera: a partire dai vestiti, al viso disegnato, dalla parrucca, a calze speciali che tratteggiano le giunture. Questa creatura misteriosa,  cammina nelle strade della Tokyo moderna.  Sotto i vestiti, c’è una persona.” (1)

Lulù_Hascimoto Lulù Hascimoto

Ecco ancora perpetrato il modello della donna bambola che con la sua assenza di pensiero confonde, stupisce, inquieta e forse fa sognare …si perché a volte quando siamo stanche, potrebbe tentare anche noi questo modello,  certo, perché  sarebbe bello potersi abbandonarsi a questa simulazione ed essere una bambola bambina ed in questo modo ottenere tutto ciò che si vuole solo spalancando gli occhi e sbattendo le ciglia, niente più impegni, corse, fatiche e stress ma gioco, intrigo e  seduzione, perché no?  …ma attenzione  c’è un rischio! Potremmo trovarci di fronte a uno che le bambole le colleziona e poi le rompe! Oppure ad un furbetto che vuole la donna robot efficientissima in lavori domestici, quindi dobbiamo pensarci  bene prima di sognare LULU’!

Note (1) Sara Mauri . Giornale.it  – 08/09/17

Foto dal web

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